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Pensando al mio percorso di lavoro devo mettere il Mario De Michelis tra i miei maggiori maestri, per l'importanza esistenziale che ha avuto nella mia vita artistica e conseguentemente umana in diversi momenti. Quando mi fece uscire dal soggetto unico, delle teste a memoria: "Prendi una tela grandissima e fa una composizione", e scoprii la bellezza dell'impostazione degli spazi e le nuove spinte ed attrazioni che ne derivano. E quando mi fece riprendere a dipingere, dopo che un lutto che mi aveva colpito e mi aveva convinto di aver perso la forza del lavoro, con quello che si potrebbe chiamare: uno stratagemma " copia Sironi da una riproduzione". Molto stupita, poiché questo, per tradizione veniva considerato il massimo del peggio, seguii questo consiglio perché era lui a darmelo e, senza rendermene conto mi trovai a dipingere, poiché mi veniva da cambiare tutto in quello che vedevo. Rappresentava una ragazza seduta a un tavolo, aveva un braccio piegato. A me piaceva farlo diritto per la solita linea diagonale che amo. Aveva i lineamenti che mi veniva di cambiarli completamente e così via. E cosi mi ritrovai dopo un anno, di nuovo con i pennelli in mano, a riprendere l'esistenza e guarire tanti mali. I maestri servono per le cose che dicono. Carola Mazot |
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| Un'opera del catalogo: giardino |
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