Carola
Mazot

Pensando al mio percorso di lavoro devo mettere il Mario De Micheli tra i miei maggiori maestri, per l'importanza esistenziale che ha avuto nella mia vita artistica e conseguentemente umana in diversi momenti.
Quando mi fece uscire dal soggetto unico, delle teste a memoria: "Prendi una tela grandissima e fa una composizione", e scoprii la bellezza dell'impostazione degli spazi e le nuove spinte ed attrazioni che ne derivano.
E quando mi fece riprendere a dipingere, dopo che un lutto che mi aveva colpito e mi aveva convinto di aver perso la forza del lavoro, con quello che si potrebbe chiamare: uno stratagemma " copia Sironi da una riproduzione".
Molto stupita, poichè questo, per tradizione veniva considerato il massimo del peggio, seguii questo consiglio perchè era lui a darmelo e, senza rendermene conto mi trovai a dipingere, poichè mi veniva da cambiare tutto in quello che vedevo.
Rappresentava una ragazza seduta a un tavolo, aveva un braccio piegato.
A me piaceva farlo diritto per la solita linea diagonale che amo. Aveva i lineamenti che mi veniva di cambiarli completamente e così via.
E cosi mi ritrovai dopo un anno, di nuovo con i pennelli in mano, a riprendere l'esistenza e guarire tanti mali. I maestri servono per le cose che dicono.

Carola Mazot 
(Valdagno 2-12-1929 - † Milano 24-05-2016)


il fico
Olio su Tela
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19-03-1991