Carola Mazot
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Galleria Civica Villa Valle, Valdagno (VI) - personale

11 novembre - 3 dicembre 2023
percorsi d'incanto

Percorsi d'incanto
giardini e paesaggi

11 novembre - 3 dicembre 2023

Orari apertura:
giovedì - venerdì 16.00-18.30
sabato 16.00-19.00
domenica 10.00-12.30 e 16.00-19.00

Galleria Civica Villa Valle Valdagno (VI)

Si inaugura sabato 11 novembre alle 18 presso la Galleria Civica Villa Valle di Valdagno, la retrospettiva dal titolo “Percorsi d’incanto” dedicata a Carola Mazot (Valdagno 1929 – Milano 2016) artista nata alla fine degli anni Venti e formatasi all’Accademia di Brera tra gli anni Cinquanta e Sessanta come allieva di Marino Marini e Giacomo Manzù.

L’esposizione, ideata specificamente per il territorio valdagnese a cura di Atelier Mazot, promossa dal Comune di Valdagno Assessorato alla Cultura, vuole sondare i percorsi della mente in una natura ideale e incantata, presentando una selezione di opere tratta dal periodo di più forte tendenza astratta della produzione artistica di Mazot anni Novanta, che trova i suoi soggetti dall’osservazione degli elementi della natura: alberi e boschi, radici, fiori e rami intrecciati che sotto le sue mani vengono interpretati in grande libertà e vitalità.

Così come le luci delle montagne all’alba, al chiaro di luna o sotto la neve, ricreate dopo lunghe passeggiate fra i boschi di castagni.
L’elemento dell’acqua, presente in questa mostra, è parte della visione attraverso rivoli o ruscelli, pioggia sugli alberi, brina o rugiada sulle erbe, sorgenti e stagni nella boscaglia con tutta l’umidità boschiva dell’autunno e della primavera.
Paesaggi naturali come luoghi immaginari dove si respira la libertà, filosofia della natura come sede di speranza, spazi dove il bello della natura è ancora possibile.
Dipinti di getto con sicurezza in uno stile personale creato da lei, informale ma dove i soggetti rimangono evidenti e riconoscibili come elementi figurativo – narrativi.
Uno stile che a tratti si fa essenziale e fa pensare alla sintesi del disegno orientale, dove elementi isolati richiamano la macchia nera di china dell’ideogramma giapponese sul bianco della tavola.
Affermava Constantin Brancusi: “La semplicità in arte è la sostanza di una complessità risolta” e per Mazot quell’essenziale espressione dei segni e della composizione nel disporre i vuoti e i pieni dell’immagine, sono complessità risolta, semplicità ma anche ricchezza d’intuizione.