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La Cornice - spazio espositivo Lugano (CH) Personale

25 gennaio - 25 febbraio 2023

La Cornice - spazio espositivo

Lugano (CH)

Via A. Giacometti 1

Orario:
Dal lunedì al venerdì:   7.45-12.00   /   13.45-18.30
Sabato:   9.00-12.00   /   pomeriggio chiuso

 

Testo critico di Maria Clara Bosello 

 "Natura e sentimento" è il titolo di questa mostra che condensa in una trentina di opere un pensiero ricorrente nella produzione artistica di Carola Mazot. In queste tele, dipinte tra gli anni Ottanta e Novanta, ci si immerge in un binomio al tempo stesso completo e misterioso: i volti di fanciulla, così assorti e lontani nei loro pensieri cosa hanno a che fare con quei giardini così spontanei e, si potrebbe dire, quasi essenziali? Ebbene ciò che fa palpitare entrambe le serie è questo intimo e profondo senso di inconoscibilità, di ineffabilità sia dell'uomo, del suo sentimento, sia della natura. I volti di fanciulla testimoniano che l'essere umano per Carola rimane sempre la realtà più misteriosa e imperscrutabile, raccontata con discrezione da poche pennellate precise, che hanno il compito di suggerire più che di raccontare. "Disegnare col pennello" fu un insegnamento di Manzù tra le aule della Accademia di Brera, un segno espressivo capace di accennare una interiorità silenziosa e potentissima, alludere ad un "oltre" la tela che riempie la figura di vertigine e fragilità. Anche i giardini, il suo amato fico, ogni fiore, suggeriscono un' impronta mai didascalica, bensì espressiva e intimistica: è una natura vissuta, guardata, amata che si fa spazio nel campo vuoto della tela, uno spazio di sospensione, di sublimazione quasi, del brano stesso di natura. Come la pratica di meditazione giapponese, la pittura sumi-e, che si avvale della china nera che viaggia libera sul bianco della carta di riso nel tentativo di rappresentare e svelare la verità all'artista stesso, la scrittura quasi stenografa delle nature di Carola sembra voler fare soffermare lo sguardo su un particolare solo di una veduta, magari una piccola zolla che in sé racchiude tutta la verità dell'universo. I giardini in tratti freschi, veloci e sintetici sembrano ridare la portata contemplativa e pacificante del mondo vegetale. Allora il compito della pittura, sia nel caso dei volti umani, sia di fronte alla natura, diventa quello di essere strumento per conoscere, avvicinare, studiare, ammirare, sentire un aspetto della realtà che all'uomo comune sembra un nulla, fugace e labile, ma che al pittore si svela in tutta la sua poetica coerenza e, in fondo, costituisce la vera stoffa dell'esistenza. Scriveva Carola infatti: "C'è un mistero che arriva dipingendo. Da dove viene non so."